26/01/2008

Si nasce freccia per diventare arco

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podcast
E una donna
che teneva un bambino al seno disse:
“Parlaci dei figli”.
Ed egli disse:

 

I vostri figli non sono vostri figli.
Sono figli e figlie del desiderio ardente
che la Vita ha per se stessa.
Essi vengono per mezzo di voi,
ma non da voi.
E benché siano con voi,
non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore
ma non i vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete dar alloggio ai loro corpi,
ma non alle loro anime,
poiché le anime
dimorano nella casa del domani,
che voi non potete visitare
nemmeno nei vostri sogni.

Potete sforzarvi di essere come loro:
non cercate però di renderli come voi.
La vita, infatti, non torna indietro
né indugia sul passato.

Voi siete gli archi
dai quali i vostri figli
come frecce viventi son lanciati.
L’arciere vede il bersaglio
sul sentiero dell’infinito
e vi piega con la sua potenza
perché le sue frecce
volino veloci e lontane.
Lasciatevi piegare con gioia
dalla mano dell’Arciere;
poiché come egli ama la freccia che vola
così ama pure l’arco che è ben saldo”.

Khalil Gibran

28/09/2007

Il sapore delle lacrime

Nella vita di tutti noi, senz'altro abbiamo saggiato il sapore delle lacrime.

Vi sono lacrime e lacrime, lacrime di gioia e lacrime di dolore, per essere ancora più specifici, le lacrime di dolore si suddividono in due categorie, dolore fisico e dolore morale 

Le mie prime lacrime di dolore, le ho versate alla morte di mio padre, allora avevo diciasette anni.

Nel mio cuore ho sempre portato il vuoto  della sua precoce  scomparsa, un vuoto poi colmato da mio marito.

Quando penso a mio padre sorrido, perchè era il papà più buono del mondo, l'importanza di sentirsi amate e coccolate con infinita dolcezza. La sua severità ( era molto all'antica ) non mi spaventava più di tanto, io obbedivo e basta, perchè l'amore supera ogni ostacolo e sicuramente  tutti i suoi divieti erano a fin di bene. Da genitore oggi , posso dargli solo  che ragione.

Che mestiere difficile essere genitori oggi.

Sì proprio oggi, perchè l'avvento di varie tecnologie, ha sradicato completamente i valori , che un tempo erano il traino  per un percorso di vita sano e costruttivo. Cominciamo pure col dire che il falso stile  di vita che ci propinano i mass media delude ampiamente , per chi come me e come tanti altri  amano  la semplicità , il sapore vero delle cose.

Ritorniamo alle nostre lacrime,  dopo le mie prime lacrime di dolore, ho pure pianto di gioia, ebbene sì, alla nascita del mio Matteo, lacrime vere, la cosa più bella che mi sia capitata. Ma non solo per lui ho pianto di gioia , anche per la mia giovane anima ribelle  di casa, (mia figlia), il mio bellissimo fiore.

Diciamo pure che sono di lacrima facile  e mi commuovo facilmente,quando si tratta di gioie  per quanto riguarda il dolore, piango in silenzio , in primis  nel mio cuore, amo poco le esibizioni, specialmente pubbliche, il dolore così pure le lacrime, sono una cosa talmente intima , che è come mettersi a nudo anima e corpo . A volte mi ritrovo con le lacrime che solcano le mie guance , lacrime calde , lacrime vere , per un dolore mai sopito . Cerco di farlo nella mia solitudine, anche se a volte al cuor non si comanda.Non so quanto sia producente piangere, senz’altro liberatorio , spesse volte vien detto che è umano piangere, io personalmente amo poco vedere piangere, è per me motivo di disagio , e si rischia di essere banali anche solo nel pensare di  dire qualcosa .

Concludo, vorrei un mondo con solo lacrime di gioia, sarà mai possibile ????

14/09/2007

Un ragazzo speciale

Quel tempo guaritore, così declamato e così bramato ,forse da chi dolore vero  non ne ha mai provato; per chi  trovasi come noi , in questa  triste realtà,  non dà buoni frutti.

E' solo una mera illusione, direi piuttosto il contrario, più tempo passa, e più il ricordo si fa struggente e più il dolore ci annienta.

Come un fallimento di tutta una vita.

Manca tutto di Matteo , mancano i suoi sorrisi , mancano i suoi silenzi ,mancano i suoi sguardi .

Una  delle immagini più belle  che ho di Matteo è lui seduto al tavolino , ormai grande,col suo  notebook ( il suo ultimo regalo ) concentrato nel suo gioco preferito .Questa immagine mi rimbalza sempre in testa, perchè quel giorno senza dirlo a lui, pensai fra di me,come è bello il mio Matteo.

Il mio Matteo era cresciuto, era un uomo. Per me mamma sempre il mio bimbo.

Matteo non era solo bello , era anche molto intelligente, con ottimi risultati scolastici, era sempre stato il primo della classe , Dio gli aveva dato veramente tutto.Ma non bastano queste due cose, per far di un  ragazzo , un ragazzo speciale.

Aveva anche un bel  carattere, accomodante, obbediente,sensibile ma soprattutto era un buono. 

Sarà una teoria, saranno fantasie, ma chi ci lasciano, sono sempre i migliori.

E questa cosa mi fa arrabbiare moltissimo.

Ho sempre sostenuto, che Matteo, fosse il figlio ideale, ancor  prima che succedesse quel tragico evento che ha cambiato radicalmente la nostra vita.

 

E’ difficile per la gente comune, , accettare la morte a 16 anni, ancor più  difficile per gli amici accettare la morte di un amico , è inaccettabile per una madre ed un padre accettare la morte del proprio figlio , tanto più se era un ragazzo speciale.

 

Matteo mi manchi .

Mamma